Cibarsi di Salute – La rubrica di ricette per un’alimentazione sana

Dopo l’India, L’Italia è il secondo paese al mondo in cui è maggiormente diffusa l’alimentazione a base vegetale. Sono circa 1.800.000 gli italiani che non mangiano carne ne derivati. Un numero sempre crescente se si calcola che, in base agli ultimi dati pubblicati dal rapporto Eurispes 2017 si sono triplicati, passando dall’1% al 3% gli italiani che hanno deciso di abbandonare i prodotti di origine animale. I numeri però non sono precisi sulla tendenza all’alimentazione vegetariana, vegana o salutista con conseguente riduzione delle proteine animali. Questo denota un’alternanza tra i vari tipi di alimentazione e con molta probabilità la difficoltà di perseguire nel tempo un tipo di alimentazione che richieda comunque delle privazioni. Alla base di quest’alternanza però due dati sembrano esser certi: 

  • coloro i quali si avvicinano ad un’alimentazione prevalentemente vegetale, lo fanno perché si traggono dei grandi benefici per la salute
  • la dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio dell’Unesco, è stata comunque un vettore di attenzione al fenomeno

Ciononostante anche sulla dieta mediterranea, sono state apportate delle modifiche. Alla base della piramide alimentare vi sono infatti frutta, verdura, legumi e cereali come alimenti di cui nutrirsi quotidianamente. 

Alla luce di questi dati emerge che c’è tanta voglia di salutismo e che un numero sempre crescente di italiani si sta avvicinando all’alimentazione vegetale. Al contempo però, il dato sull’alternanza tra i vari tipi di alimentazione fa pensare ad un forte bisogno di prendersi cura di sè, le cui restrizioni (derivanti dall’alimentazione vegetariana o vegana) causano però dei cedimenti. 

In effetti molti specialisti tra cui il Prof. Berrino e gli insegnamenti lasciati dal prof.  Veronesi sono concordi sulla validità della dieta pescovegana, riconosciuta come la migliore. 

D’altronde, in seguito ai vari allarmi lanciati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il consumo di carni rosse processate è stato in calo.

Tra le motivazioni dell’allarme vi era un collegamento tra l’eccessivo consumo di carni rosse e l’insorgenza di tumori degli ultimi anni. 

Oltre all’aumento dei tumori, a causare una diminuzione del consumo di carni è stato anche lo sviluppo dell’antibiotico resistenza, dovuto al rafforzamento dei batteri come da me esplicato ed approfondito nel seguente articolo.

Spiegata in maniera semplicistica, assumiamo anche noi gli antibiotici che vengono somministrati agli animali negli allevamenti intensivi. Per gli animali questi antibiotici che crescono in cattività, a stretto contatto gli uni con gli altri, questi antibiotici sono necessari, considerate le condizioni nelle quali vivono e gli spazi molto limitati. Per i consumatori però si assumono indirettamente antibiotici, sviluppando l’antibiotico resistenza e non permettendo agli antibiotici di agire in caso di reale necessità. 

Altro aspetto che ha aumentato l’attenzione verso l’alimentazione e lo stile di vita in Italia, è l’insorgenza di tumori. Essa è aumentata negli ultimi anni, con maggiore incidenza di tumori dell’apparato digerente e del sangue (come il Sarcoma di Kaposi) al sud e altri tipi di tumori al nord. I numeri e i dati vengono da me esplicati nel seguente articolo basato su un rapporto a cura dell’Aiom e dell’Airtum, con prefazione dell’allora Ministro della salute Beatrice Lorenzin. 

La maggiore incidenza di tumori come il Sarcoma di Kaposi, ovvero tumori del sangue al sud, può essere collegata alla presenza di metalli pesanti nel sangue, mentre quella dei tumori dell’apparato digerente fa pensare ad una connessione con cibi contaminati. 

Alle malattie collegate all’alimentazione si aggiunge il colesterolo.

Anche quest’ultimo può essere combattuto attraverso l’alimentazione, basti pensare che le proteine vegetali non contengono colesterolo, a differenza delle proteine animali che invece ne sono ricche. 

Eppure la nostra alimentazione è ricca di proteine animali. Al contempo l’industria alimentare massiva si arricchisce con operazioni di marketing che rendono appetibili i cibi mentre l’industria farmaceutica si arricchisce, basti pensare che i farmaci contro il colesterolo sono i  più venduti al mondo. 

Progetto:

Date queste premesse, in questo scenario, si evince dunque la necessità di una guida.

Una guida scientifica e documentata che però abbia facilità d’applicazione, immediatezza e semplicità quotidiana. 

Una guida, che dimostri che mangiare sano è semplice, a quanti pensano che sia impraticabile per chi ha poco tempo. Nel cambiamento radicale di un’alimentazione negli ultimi quattro anni, si è potuto verificare e toccare con mano vari aspetti: i benefici tratti da quando sono state curate piccole infiammazioni e influenze con l’alimentazione Si è constatato dunque un interesse crescente all’argomento da parte di persone, affascinate ma timorose dal cambiamento dello stile di vita, impaurite da come potersi gestire, da cosa mangiare e da come non incombere in carenze alimentari. La domanda più gettonata è “ma tu cosa mangi?”, posta in seguito alla premessa: “vorrei avvicinarmi a questo stile di vita ma non so come”. 

Nasce così l’idea di Cibarsi di Salute.

Punti di forza:

  • Il progetto è fortemente basato su un’alimentazione preventiva. Fare prevenzione a tavola deve esser uno stile di vita per tutti, anche per coloro che godono di ottima salute, perché questo è il vero senso della prevenzione. 
  • Il connubio tra un comitato scientifico, il web, il food journalism, l’incrocio tra una figura che incarni il giornalismo professionistico e un influencer dovrebbero esser le carte vincenti. Un influencer però che ispiri fiducia perché lavora come giornalista da più di 10 anni e perché si avvale della collaborazione di un comitato tecnico scientifico. Incentrato sul personal branding. 
  • Un modo per arrivare a tutti